TUTTO IL MIO FOLLE AMORE
Giovedì 14 novembre
20:45
Venerdì 15 novembre
18:30
Sabato 16 novembre
16:30
20:45
Domenica 17 novembre
18:30
Mercoledì 20 novembre
20:45
Giovedì 21 novembre
18:00
Venerdì 22 novembre
17:00
Sabato 23 novembre
19:00
Domenica 24 novembre
20:30
Mercoledì 27 novembre
19:00

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SINOSSI
Sono passati sedici anni dal giorno in cui Vincent è nato e non sono stati sedici anni facili per nessuno. Né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena e per il suo compagno Mario, che lo ha adottato. Willi, che voleva fare il cantante, senza orario e senza bandiera, è il padre naturale del ragazzo e una sera qualsiasi trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava. Non sa, non può sapere, che quel piccolo gesto di responsabilità è solo l’inizio di una grande avventura, che porterà padre e figlio ad avvicinarsi, conoscersi, volersi bene durante un viaggio lungo le strade deserte dei Balcani in cui avranno modo di scoprirsi a vicenda, fuori dagli schemi, in maniera istintiva. E anche Elena e Mario, che si sono messi all’inseguimento del figlio, riusciranno a dirsi quello che, forse, non si erano mai detti. “Ora capisco cosa cercavi di dirmi e quanto soffrivi sapendo di avere ragione. Ma avrei potuto dirti, Vincent, che questo mondo non è adatto a uno così bello come te”. Vincent – Don Mc Lean

 

 

DURATA   1:37′
GENERE   Drammatico

Recensione CNVF
Napoletano classe 1950, Gabriele Salvatores è un regista che non ha bisogno di presentazioni: si ricordano i circa venti film all’attivo e l’Oscar per il miglior film straniero nel 1992 con “Mediterraneo”.
Alla 76a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia ha presentato fuori competizione la commedia a tinte drammatiche “Tutto il mio folle amore”, dal romanzo di Fulvio Ervas e ispirato alla storia vera di Andrea e Franco Antonello.
Protagonisti del film sono Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono insieme al debuttante Giulio Pranno. È l’incontro tra un padre e un figlio sedicenne; un ritrovarsi insieme voluto e respinto, che apre fortuitamente a un viaggio nella regione dei Balcani. Cuore del racconto risiede nel lento ma costante recupero di tale rapporto, che Salvatores gestisce con grande maestria e sensibilità. Il regista adotta uno stile agile e svolazzante, non per questo privo di profondità; anzi, l’opera offre materia consistente su cui riflettere in ambito familiare ed educativo, dando grande fiato a importanti valori come comprensione, tenerezza, perdono e reciproco sostegno. Altro tema della narrazione è l’autismo, affrontato con delicatezza e rispetto, tanto nella prospettiva dei genitori (ansia, apprensione, incombenze), quanto del figlio, rifuggendo da rischiosi pietismi.
Un film avventuroso e rocambolesco che a tratti risulta quasi inverosimile, spingendosi sino ai confini della fiaba. L’opera raggiunge picchi di intensità e poesia grazie alle interpretazioni degli attori, generosi e coinvolgenti. Claudio Santamaria, in particolare, delinea un padre vigoroso e tenero insieme, che conquista con simpatia e autentica emozione.
Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.