IL MIO PROFILO MIGLIORE
Giovedì 31 ottobre
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SINOSSI
Claire ha 50 anni, è separata, affascinante, ha due figli e ha una relazione con Ludo, un uomo più giovane di lei. Un giorno ha un’idea: per spiare il suo ex amante crea un profilo falso su Facebook. Adesso è Clara, una ragazza di 24 anni, attraente e molto diversa da lei. Ma l’amore è dietro l’angolo… e dopo aver conosciuto il giovane Alex, un amico di Ludo, tra i due nasce un’attrazione virtuale. Claire sembra diventata improvvisamente la ragazza di un tempo e tra chiacchiere e confessioni notturne al telefono, messaggi e chat, finirà per innamorarsi veramente di Alex. Claire/Clara si renderà conto che il mondo che ha creato si basa sulle menzogne, mentre i sentimenti che sta vivendo sono reali. Una storia d’amore ai tempi dei social network, un ritratto libero e non banale di una donna alle prese con una nuova e ritrovata felicità, con una straordinaria Juliette Binoche.

 

 

DURATA   1:41′
GENERE   Drammatico

Recensione CNVF
Il nuovo film del regista francese Safy Nebbou, basato sull’omonimo romanzo di Camille Laurens “Quella che vi pare” (2016), racconta la storia di Claire, interpretata da Juliette Binoche – Premio Oscar per “Il paziente inglese” (1997) –, insegnante cinquantenne che non riesce a superare l’abbondono del marito per una ragazza più giovane. Vive una relazione con Ludo, ma è una storia superficiale, almeno da parte dell’uomo, ed è per questo, ma non solo, che Claire si reinventa giovane e bella: diventa Clara e comincia una storia virtuale con Alex. Questa finzione finisce per diventare, per lei, più vera della realtà stessa. A nulla valgono i richiami della sua psicoterapeuta, di cui non si fida e che continuamente sfida. Sarà una serie di colpi di scena, non del tutto sorprendenti per lo spettatore, a imporle di scegliere e questa scelta avrà conseguenze devastanti per tutti.
La possibilità di costruire, deformare, falsificare la nostra identità attraverso la realtà virtuale e i social media è un tema molto trattato in questi anni da psicologi, filosofi e sociologi, e anche il cinema ha fatto la parte.
Il regista Nebbou non vuole giudicare né mettere in guardia sui pericoli disseminati in Rete, semplicemente racconta la storia di persone fragili, incapaci di gestire i propri sentimenti e di valutare le ripercussioni delle proprie azioni sugli altri.
Il film mette a fuoco un problema attuale, il nostro rapporto son i social media e le continue dispersioni, sorretto da una Juliette Binoche sempre in parte (dà il meglio di sé nei duetti con la terapeuta); il copione è buono ma non del tutto originale – molti film ormai si giocano su questi temi – e la regia svolge il proprio ruolo senza particolare vigore.
Dal punto di vista pastorale il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.